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L'ingresso alla chiesa dei Ss.Michele e Magno avviene presso largo degli Alicorni, al termine del Borgo S.Spirito, tramite una ripida scalinata lungo la Salita dei Ss.Michele e Magno (nella foto sopra). Questa antichissima chiesa fu costruita per volere di papa Leone IV nel IX secolo ed affidata alla "Schola dei Frisoni", una comunità germanica della Frisia (una regione oggi posta tra l'Olanda del Nord e la Germania del Nord), che aveva fondato anche un ospizio annesso alla chiesa originariamente dedicata soltanto a S.Michele. Nel 1053 papa Leone IX ne conferì il possesso ai canonici di S.Pietro ma nel 1084 la chiesa venne distrutta durante gli scontri tra l'imperatore Enrico IV, che risedette proprio nella schola dei Frisoni, ed i Normanni di Roberto il Guiscardo, accorsi a liberare papa Gregorio VII. La nuova chiesa fu costruita nel XII secolo dall'antipapa Anacleto II, anche se fu Innocenzo II a consacrarla solennemente il 30 gennaio 1141. La chiesa assunse anche l'appellativo di S.Magno allorché, secondo la leggenda, ne furono rinvenute le spoglie a Fondi e qui traslate; a questo periodo si fa risalire anche la costruzione del campanile romanico. Nel 1198 papa Innocenzo III ribadì la dipendenza della chiesa dal Capitolo di S.Pietro in qualità di "chiesa filiale", riservando a sé ed ai suoi successori la giurisdizione sul clero officiante. Nel 1446 papa Eugenio IV affidò in commenda l'intero complesso all'arcivescovo di Ravenna, Bartolomeo Roverella, quale ricompensa per i lavori di restauro in essa effettuati. Negli anni seguenti la chiesa venne restaurata da Clemente VIII, Urbano VIII, da Benedetto XIII e da Benedetto XIV: nonostante ciò, ai primi del Settecento, la chiesa venne chiusa a causa dello stato di abbandono in cui versava. Restaurata dall'architetto del Capitolo Vaticano Carlo Murena nel 1754 per volontà di papa Clemente XII, venne da questi riconsacrata e riaperta al culto nel 1759. Dal 1 agosto 1658 la chiesa è sede dell'Arciconfraternita del Ss.Sacramento di S.Pietro in Vaticano, fondata nel 1540 allo scopo di promuovere "con ogni maggior sollecitudine e zelo il culto e la devozione del "Santissimo Sacramento": in cambio i confratelli s'impegnarono a far celebrare nella chiesa un certo numero di messe annuali ed a consegnare ai canonici cinque libbre di cera ogni anno. Nel 1860 un grave ma fortuito incendio arrecò notevoli danni al soffitto della chiesa: i lavori di restauro vennero eseguiti per conto del Capitolo Vaticano. Nel 1989 l'uso della chiesa, consenziente il Capitolo, venne concesso dall'Arciconfraternita al Collegio Olandese: dal novembre di quell'anno, ogni domenica, viene celebrata la S.Eucaristia in lingua Olandese. Tra il 1992 ed il 1993 vennero portati a termine importanti lavori di restauro del tetto della chiesa e del campanile che minacciava di crollare. Nel 1995 papa Giovanni Paolo II visitò la chiesa e vi riconsacrò l'altare maggiore collocandovi le reliquie dei santi Magno, Willibrord e Servazio. Nel 2000 furono eseguiti ulteriori lavori di restauro, al termine dei quali venne riaperta ai pellegrini la Scala Santa. Nel 2008, grazie al finanziamento dell'associazione olandese "Amici della chiesa dei Frisoni", prese avvio l'imponente progetto di restauro dell'interno. L'ingresso alla chiesa è annunciato da un grande arco (nella foto sotto il titolo) sormontato da un timpano con croce e da un affresco raffigurante l'Annunciazione, con la scritta "AVE MARIA GRATIA PLENA", mentre in basso, più piccolo, "ANNO MARIALI MCMLXXXVII" (1987). Da qui inizia una ripida scalinata al termine della quale si giunge in un cortiletto dove appare la facciata della chiesa (nella foto 1), molto semplice, costituita da un ingresso ad arco, sopra il quale è situata una finestra sormontata dallo stemma di S.Pietro in Vaticano e da un timpano triangolare. Alla destra della chiesa è situato il campanile (nella foto 2), costruito intorno alla seconda metà del XII secolo e che tuttora mantiene il suo aspetto originario. Al di sopra del basamento si elevano cinque ordini sovrapposti: i primi due con bifore (oggi tamponate) sorrette da un pilastro, gli altri tre con trifore poggianti su colonnine; sul lato sud le trifore sono state trasformate in bifore con atipiche aperture disuguali. Non è escluso che tale modifica sia stata fatta per introdurre all'interno della cella le campane, fuse da Angelo e Felice Casini nel 1757 e nel 1758. L'interno della chiesa presenta tre navate divise da pilastri che durante un restauro settecentesco inglobarono le antiche e marmoree colonne romane; dell'antico pavimento cosmatesco rimane soltanto un bel rosone posto nel mezzo della navata centrale. In fondo alla navata di sinistra si trova una porta che immette alla Scala Santa, dove i fedeli, al pari dell'altra Scala Santa presso S.Govanni in Laterano, vi salivano in ginocchio quale penitenza. L'ingresso avviene dal Borgo S.Spirito tramite un bel portale del 1628 (nella foto 3) sul quale campeggia la scritta "SCALA SANCTA". Il portale è sormontato da un timpano triangolare sopra il quale vi è un'edicola settecentesca raffigurante, all'interno di un ovale, l'immagine del "Salvatore coronato di spine". I sotterranei della chiesa erano impiegati nel Basso Medioevo come cimitero: fino al 1756, sul pavimento della chiesa, si potevano ancora osservare tre grandi lastre di pietra poste a protezione di altrettanti fori attraverso i quali i cadaveri venivano calati sotto. Oggi le lastre non sono più visibili perché i lavori di restauro avvenuti tra gli anni 1756-1759 le incorporarono nella pavimentazione attuale.

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