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Palazzetto Della Porta, costruito nel Quattrocento ma ristrutturato nel Cinquecento, prende il nome dal famoso architetto Giacomo Della Porta, che vi abitò e probabilmente restaurò di persona. Giacomo, nato a Porlezza (Como) nel 1532 e morto a Roma nel 1602, fu uno dei più prolifici architetti e scultori di Roma dell'ultimo venticinquennio del XVI secolo. Appartenente ad una famiglia di scultori comacini, si trasferì a Roma a metà del XVI secolo: il primo documento che ne attesta la presenza risale al 1  Lapide sulla facciata1559. Allievo di Michelangelo e poi del Vignola, inizialmente collaborò con Guidetto Guidetti per la costruzione dell'Oratorio del Crocifisso, poi nei lavori in Campidoglio (sotto la guida del quale vennero ristrutturati il palazzo dei Conservatori, il palazzo Senatorio, la fontana di Marforio, la grande scalinata e la decorazione della balaustra del terrazzamento), nella basilica di S.Maria Maggiore e nel Palazzo della Sapienza. Le sue opere sono innumerevoli ma vogliamo comunque ricordarne le più significative. Durante il pontificato di papa Gregorio XIII realizzò la Cappella gregoriana in S.Pietro in Vaticano, la chiesa di S.Maria ai Monti e lavorò nella Chiesa del Gesù; inoltre intraprese una serie di lavori finalizzati alla sistemazione urbanistica di piazze ed alla realizzazione di celebri fontane per piazza d'Aracoeli, piazza Colonna, piazza Navona, piazza del Popolo, piazza della Rotonda e piazza Mattei (la celebre Fontana delle Tartarughe). Con Sisto V si occupò, insieme a Domenico Fontana, di completare la Cupola michelangiolesca per la Basilica vaticana rimasta incompiuta alla morte di Michelangelo Buonarroti, lavorando anche nella chiesa di S.Luigi dei Francesi e di S.Giovanni dei Fiorentini. “L'architetto del Popolo Romano”, come venne soprannominato il Della Porta, chiuse la sua attività sotto Clemente VIII con la Villa Aldobrandini a Frascati e la Cappella Aldobrandini in S.Maria sopra Minerva. Il Palazzetto Della Porta (nella foto in alto sotto il titolo) si apre al civico 6 di via del Teatro di Marcello con il suo elemento più antico, il quattrocentesco portale bugnato, al di sopra del quale vi sono i due piani originari, ai quali nell'Ottocento si aggiunse il terzo sopraelevato. Sulla facciata si trova la seguente lapide (nella foto 1): “IL 16 DICEMBRE 1870 IL COMUNE DI ROMA APRIVA IN QUESTA SEDE LA SUA PRIMA SCUOLA ELEMENTARE FEMMINILE - NELLA RICORRENZA CENTENARIA NE RICORDA LA MAESTRA E DIRETTRICE CLARA FRANCIA CHAUVET - ROMA 16 XII 1970”. Il cornicione antico, quello che sovrasta il secondo piano, presenta elementi araldici quali rose, colombe e stelle ad otto punte. L'area retrostante del palazzetto confina con il giardino di palazzo Pecci Blunt e per questo motivo nel 1938 fu acquistato da Carlo Cécil Blunt, il banchiere americano che sposò Anna Laetitia Pecci, da cui il ramo dei Pecci Blunt. Anna Laetitia, chiamata Mimì 2  Teatro della Cometadagli amici, fu una grande collezionista, mecenate ed appassionata di cultura (nel 1960 ricevette dal Governo Italiano la Medaglia d'oro per l'arte e la cultura) e per questo motivo il marito acquistò il palazzetto affinché vi potesse costruire un teatro e regalarlo alla consorte. Fu così che, in uno stabile a pianterreno, Anna Laetitia Pecci Blunt fondò il Teatro della Cometa (nella foto 2), in riferimento alla cometa presente nello stemma araldico dei Pecci, con ingresso al civico 4. I primi lavori di demolizione, scavo e ricostruzione della struttura, in cemento armato, vennero completati nel 1939. Nel 1956 Carlo Cécil Pecci Blunt commissionò una variazione strutturale importante, a seguito della quale il Teatro venne completato dagli architetti Tommaso Buzzi e Virgilio Marchi. L'inaugurazione avvenne il 20 novembre 1958, con il dramma “I capricci di Marianna” di Alfred de Musset. Per dieci anni il Teatro ebbe grande successo, ospitando anche prime teatrali di autori "difficili", quali Jonesco, Beckett e Kopit. Nel 1969 un corto circuito provocò un incendio che distrusse interamente il teatro, che per ben 17 anni rimase chiuso, finché nel 1986 l'ing.Giorgio Barattolo, d'intesa con Viviana Pecci Blunt, figlia di Laetitia, ridiede vita al Teatro della Cometa con la collaborazione dell'architetto Alberto Filippi. La seconda vita del Teatro della Cometa iniziò dunque nel 1986: le prime a calcarne le scene furono Maria Rosaria Omaggio e Valeria D'Obici dirette da Luigi Magni nella sua “La santa sulla scopa”, con musiche di Bruno Lauzi. Da allora, l'attività artistica del teatro prosegue senza interruzioni, di stagione in stagione, sotto la guida dell'Ing.Barattolo.

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