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La chiesa di S.Rita, sorta sulla preesistente chiesa di "S.Biagio de Mercatello", fu concessa nel 1658 da Alessandro VII Chigi alla Confraternita della Ss.Spina della Corona di Nostro Signore Gesù Cristo, fondata da monsignor Cruciano da Cascia e quindi dedicata a S.Rita da Cascia. La ricostruzione fu affidata a Carlo Fontana ma la chiesa, situata originariamente ai piedi della scalinata dell'Aracoeli, nella scomparsa via della Pedacchia, fu demolita nel 1928 in seguito alle demolizioni della zona per l'apertura della via del Mare (l'attuale via del Teatro Marcello). Le polemiche per la demolizione della chiesa scoppiarono quasi subito, tanto che inizialmente fu deciso di ricostruirla addirittura nella posizione originaria. Fu ricostruita invece nella posizione attuale, in via Montanara, soltanto nel 1940, come ricorda la lapide posta sul fianco della chiesa (nella foto 1) che così recita: "Questa chiesa già esistente alle falde del Campidoglio presso la scala di S.Maria in Aracoeli demolita nell'anno 1928, VI dell'era fascista, fu qui ricostruita a cura del Governatorato di Roma. 21 aprile 1940". La chiesa è divisa in due ordini orizzontali: quello inferiore, più avanzato rispetto a quello sovrastante, è suddiviso da paraste corinzie in tre ordini verticali. Ogni ordine presenta altrettante arcate: quella centrale, sormontata da un oculo, costituisce l'ingresso alla chiesa, mentre quelle laterali sono cieche e sormontate da finestrelle. L'ordine superiore, sul quale spiccano i monti, elementi araldici dello stemma Chigi, in onore di papa Alessandro VII, presenta un grande finestrone centrale, inquadrato da paraste, ed altre due finestre angolari. L'interno è a pianta ottagonale preceduta da un piccolo atrio fiancheggiato da due vani rettangolari. La volta a botte lunettata con cornici in stucco e le paraste corinzie alle pareti ne rifiniscono le superfici. Nel 1952 l'edificio fu affidato alla congregazione della Piccola Opera della Divina Provvidenza fondata da Don Orione, finché nel 1990 divenne proprietà del Comune di Roma. Lunghi lavori di restauro, dal 1999 al 2003, hanno restituito uno spazio polifunzionale che il Comune oggi utilizza come sede per iniziative culturali ed istituzionali.

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