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La via si chiamò "via del Macello" almeno fino al 1774, ultimo documento in cui appare con questa denominazione: già dal 1785, infatti, si ritrova con il nuovo nome di "via Tomacelli a Monte d'Oro", forse per evitare l'omonimia con i vari vicoli o vie del Macello dell'epoca, anche perché il termine "macello" era divenuto sinonimo di mercato. Il toponimo della via sembra derivare da un tale Antonio Tomacelli, di professione speziale, proprietario di stabili nella zona. Inizialmente la via era alquanto stretta tanto che alcuni parlavano di vicolo. Alla fine dell'800 la via subì un allargamento, arretrando gli stabili di sinistra (guardando il ponte) per farne un'arteria adeguata al traffico che da via del Corso e da via dei Condotti si dirigeva verso il rione Prati attraverso il ponte Cavour. Nella foto sotto il titolo possiamo notare il tratto finale della via verso il ponte: al pianterreno della costruzione nella foto, all'angolo con via di Ripetta, abitava la bella milanese Maddalena Rizzi, conosciuta ed amata da Goethe durante una villeggiatura a Castelgandolfo. Ma in seguito Goethe seppe che la giovane era già promessa sposa e così il poeta decise di rimpatriare nella speranza di dimenticarla. Prima, però, volle rivedere la fanciulla: fece accostare la carrozza che doveva portarlo via da Roma a quelle finestre al pianterreno, bussò alle vetrate, si scambiarono sguardi e brevi parole appassionate e quindi la carrozza partì.

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