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Via Parigi (nella foto sopra) collega via Giuseppe Romita a via Pastrengo e fu aperta al traffico e dedicata alla città di Parigi nel 1959, a commemorazione dello 1  Colonna con caravella bronzeastorico gemellaggio avvenuto tra le due Capitali il 9 aprile 1956. Contemporaneamente all'apertura fu collocato, all'inizio della via, un monumento commemorativo costituito da un'antica colonna di cipollino (nella foto 1) rinvenuta nei pressi di piazza Nicosia (probabilmente materiale di risulta degli scali fluviali situati in corrispondenza delle limitrofe posterule), alla sommità della quale vi fu posta una caravella bronzea, ovvero lo stemma di Parigi, donata direttamente dal Comune parigino. Anche il Comune di Roma donò il suo simbolo a Parigi, una Lupa capitolina, oggi situata all'interno del piccolo giardino di Place Paul Painlevé, nel Quartiere Latino. Inoltre alcune iscrizioni, sempre a memoria dell'evento, furono collocate alla base della colonna ed all'inizio della via. Quelle alla base della colonna così recitano: (sul lato anteriore) “PRISCI ROMANORUM AEVI COLUMNA PERENNITATIS AUSPICIUM AUREA FLUCTUANS NEC UNQUAM DEMERSA NAVIS PRINCIPIS GALLORUM CIVITATIS INSIGNE VINCULUM TESTANTUR MUTUAE DILECTIONIS QUA URBIS RECTORES III KAL. MAIAS A.D. MDCCCCLVIIII TITULO GEMINAE SORORIS LUTETIAE PARISIORUM HANC STATUERUNT VIAM NUNCUPARI”, ovvero “La colonna dell'era degli antichi romani, quale auspicio di perennità, e la splendida nave galleggiante e mai affondata, simbolo della città capitale dei Galli, attestano un vincolo di reciproco affetto, per cui i Governatori dell'Urbe, il giorno 29 aprile 1959, decisero di chiamare questa via con il nome della sorella gemella Lutetia Parisiorum”. Sul lato posteriore la seconda: “DIUTURNAE AMICITIAE MONUMENTUM XVI KAL. IUN. A.D. 2  Iscrizione all'inizio della viaMDCCCCLXI FELICITER DICATUM ADSTANTIBUS VIRIS CLARISSIMIS IULIANO TARDIE PARISIORUM CIVITATIS DECURIONIBUS PRAEPOSITO URBANO CIOCCETTI ALMAE URBIS MODERATORE - FELIX JOFFRE SCULPSIT”, ovvero “Il giorno 17 maggio 1961 (fu) felicemente dedicato il monumento all'eterna memoria, alla presenza degli uomini illustri Julien Tardieu, politico della città di Parigi, (e) Urbano Cioccetti, governatore della Città Santa - Felix Joffre scolpì”. L'altra iscrizione (nella foto 2), quella situata all'inizio della via sulla destra, ripete in parte quanto riportato alla base della colonna: “ROMA NOVAM INSIGNEMQUE VIAM EXIMIIS ANTIQUI AEVI MONUMENTIS CONTINENTEM LUTETIAE PARISIORUM GEMINAE VELUTI SORORI FAUSTISSIME SIBI ANTE TRIENNIUM CONIUNCTAE STUDIOSA VOLUNTATE NUPER DICATAM SOLLEMNI RITU PUBLICAE COMMODITATI PATEFECIT III KAL MAIAS ANNO DOMINI MDCCCCLVIIII”, ovvero “Il 29 aprile 1959 con rito solenne Roma ha aperto per pubblica utilità una nuova ed importante via attigua ad eccezionali monumenti dell'età antica, da poco dedicata con premurosa volontà alla sorella gemellla Lutetia Parisiorum, felicemente unita a sé da tre anni”. Forse è 3  Facciata dell'Annona e di S.Isidoro alle Termeutile rammentare che Lutetia Parisiorum era il nome romano di Parigi, un termine derivante dalla tribù dei parisii, appartenenti ai galli senoni, che lì vivevano: dopo la conquista delle Gallie, i romani fondarono questa cittadina chiamandola Lutetia Parisiorum, ovvero "Palude dei Parisii". La via si snoda racchiusa fra un lato moderno ed uno antico, costituito dalle Terme di Diocleziano, sul quale si apre un ingresso agli horrea, i magazzini pontifici. Si tratta di un'elegante facciata (nella foto 3) suddivisa in tre ordini verticali: i due ordini laterali presentano altrettante finestre incorniciate ed inferriate, mentre l'ordine centrale presenta un portone d'accesso con architrave in carattere con l'ambiente di cui era l'ingresso, ornato infatti con fasci di grano; un timpano triangolare corona il portale. Al di sopra è situata una finestra inferriata sormontata da una grande lapide posta a mo' di finestrone che così recita: “BENEDICTO XIV PON MAX DE RE FRUMENTARIA SOLICITO QUOD HORREIS PERLUSTRATIS IV KAL. NOVEMBRIS MDCCLIV AD FRUGUM COPIAM DIVINITUS IMPETRANDAM SACELLUM PUBLICAE COMMODITATI EXTRUX ET SACRUM QUOTIDIE FIERI ANNUO CENSU CONSTITUTO IUSSERIT XAVERIUS CANALE CAM APOST CLER ET ANNONAE PRAEFECTUS M P REPARATAE SAL ANNO MDCCLV”, ovvero “Benedetto XIV Pontefice Maximo preoccupato per il grano e perciò visitati i magazzini il 29 ottobre 1754, avendo ottenuto per volontà divina abbondanza di raccolto, costruì un tempio a pubblica utilità e disposto una ricchezza annuale per celebrare ogni giorno un rito sacro, decretò Saverio 4  Lapide con stemma di papa Paolo VCanali Chierico della Camera Apostolica e Prefetto dell'Annona – monumento eretto nell'Anno della Salvezza compiuta 1755”. Corona il tutto un grande stemma di papa Benedetto XIV Lambertini, decorato con cornucopie. Questa facciata costituiva l'ingresso alla chiesa di S.Isidoro alle Terme, che fu prima sconsacrata e poi demolita per il recupero delle precedenti strutture delle Terme di Diocleziano. La chiesa, di cui rimane solo la facciata, fu fatta costruire da Benedetto XIV nel 1754, come recita la lapide, e realizzata dall'architetto Giuseppe Pannini, utilizzando alcuni ambienti a fianco dell'attuale Aula Ottagona delle Terme di Diocleziano, ambienti che, nel corso dei secoli, erano stati utilizzati dai pontefici come deposito dell'Annona pontificia, ovvero magazzini per la conservazione del grano e dell'olio dello Stato Pontificio. In alto, a sinistra della facciata, si trova un'altra lapide (nella foto 4), quella di papa Paolo V Borghese, nella quale si ricordano i restauri effettuati ai magazzini di derrate: “PAULUS V PONT MAX ADVERSUS MAIORES ANNONAE DIFFICULTATES MAIORA SUBSIDIA PRAEPARANS NOVA HAEC HORREA VETERIBUS ADIECIT ANN MDCIX PONTIF SUI V”, ovvero “Paolo V Pontefice Maximo preparando maggiori ripari per le grandi necessità dell'Annona, aggiunse ai vecchi questo nuovo magazzino nell'anno 1609, V del suo pontificato”. Il tutto con tanto di stemma, triregno, chiavi e cornucopie.

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