Questo sito utilizza cookie per migliorare la tua esperienza ed offrire servizi in linea con le tue preferenza. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie vai alla pagina Cookie Policy.

La chiesa di S.Maria Maddalena sorge sulla omonima piazza e rappresenta certamente uno dei pochi esempi dell'arte barocca-rococò a Roma. Originata da una cappella trecentesca, la chiesa, con l'annesso ospedale, appartenne all'Arciconfraternita del Gonfalone dal 1486, anno in cui la Confraternita dei Disciplinati o Battuti si era fusa con essa. Soltanto nel 1586 la chiesa e l'ospedale furono affidati, dopo ripetute insistenti richieste, a Camillo de Lellis come sede della Compagnia dei Ministri degli Infermi, da lui fondata quattro anni prima. Nel 1621, dopo aver ottenuto da papa Urbano VIII la concessione di realizzare il lavoro, i Camilliani ampliarono la piazza antistante, con l'intenzione di dotare il loro sacro edificio di uno spazio adeguato. Iniziarono anche i lavori per la riedificazione della chiesa stessa, che si protrassero per quasi un secolo. La chiesa fu spostata nella parte estrema dell'isolato, per sfruttare lo spazio ampliato della piazza, mentre il convento andò ad occupare il fianco sinistro: quest'ultimo, disegnato da Carlo Bizzaccheri, si innalza su tre ordini, con forme molto sobrie nel lato di via della Maddalena. Nel corso dei lavori si susseguirono Francesco Grimaldi, Carlo Fontana (1673) che realizzò la cupola e la volta, G.A. De Rossi, G.Carlo Quadri e Francesco Felice Pozzoni, che la terminò nel 1699. La movimentata facciata, bellissimo esempio di stile rococò, fu aggiunta soltanto nel 1735 da Giuseppe Sardi. È concava, interamente decorata a stucchi, a due ordini, nei quali si aprono, a lato del portale d'ingresso e del finestrone superiore, quattro nicchie che contengono altrettante statue raffiguranti "S.Camillo de Lellis" e "S.Filippo Neri", nella parte inferiore, e "S.Maria Maddalena" e "S.Marta" nella parte superiore. L'opera fu ampiamente criticata e indicata come "non plus ultra del gusto stravolto" o "chiesa di zucchero", perché ricordava la decorazione di una torta. Si deve dire che lo stile rococò era considerato scarsamente mistico, e quindi inadatto ad una chiesa dell'apostolo della carità ospedaliera quale era S.Camillo,  ma la grazia e la relativa originalità dell'edificio nel contesto urbano, rendono questa facciata meritevole di grande attenzione e fascino. Notare il portale, sormontato dalla scritta "O CRUX AVE SPES UNICA PIIS ADAUGE GRATIAM" e da un timpano spezzato, al centro del quale è posta una croce, emblema dei Camilliani. L'interno costituisce una splendida integrazione dell'impianto architettonico tardobarocco del De Rossi con le più tarde, ricchissime decorazioni rococò: è a navata unica, ellittica, con cappelle ai lati, transetto e profonda abside. Gran parte della chiesa fa inevitabilmente riferimento a S.Camillo de Lellis, con illustrazioni di episodi della sua vita, le sue spoglie contenute in un'urna ed un Crocifisso ligneo del Cinquecento presso il quale il Santo sostava in preghiera e che miracolosamente gli avrebbe parlato, muovendo anche la testa e le braccia. Sulla controfacciata è situato un magnifico organo di legno intagliato (nella foto 1), decorato con figure di stucco, oro ed angeli e risalente al Settecento. Splendida la sagrestia, intatto ambiente settecentesco che ancora conserva integro il mobilio originario, dipinto a finti marmi, opera di Girolamo Pesci. La seconda cappella a destra conserva una venerata immagine della "Madonna della Salute", così come assai venerata è la statua lignea policroma di "S.Maria Maddalena" (nella foto 2), risalente al Quattrocento ed alla quale è legato il ricordo di un miracolo. Durante una delle piene più terribili del Tevere avvenuta nel 1598, fu vista la statua della Maddalena, in piedi sulle acque che irrompevano tumultuose nella chiesa, spostarsi da una cappella laterale fino all'altare maggiore, al sicuro dal furore del fiume. Alla chiesa sono legati anche altri due ricordi molto significativi: il primo ricorda la grande storia d'amore di due giovani, Teresa Bennicelli e Pio Pratesi. La ragazza, costretta dai parenti a lasciare il fidanzato, un dragone pontificio, si suicidò; lui, affranto dal dolore, prese i voti e celebrò la sua prima Messa sulla tomba dell'amata, naturalmente qui, nella chiesa di S.Maria Maddalena. Il secondo si riferisce ad una tradizione in uso fino alla fine dell'Ottocento, quando i Romani, in occasione della ricorrenza della morte di S.Camillo, giungevano in questa chiesa per ricevere una speciale acqua benedetta, nella quale vi era mescolata una piccola quantità di polvere ricavata dalla tomba del santo, rimedio contro ogni male.

ROMASEGRETA.IT
ONLINE DAL 16/02/2003
----------------------------

Questo sito è stato realizzato anche grazie alla pazienza di Rita

giweather joomla module