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Palazzo Brancaccio, situato nel largo omonimo, fu costruito per la famiglia di origine napoletana dei Brancaccio sull'area precedentemente occupata dalle vigne dei Gesuiti, dove sorgeva anche la chiesa di "S.Maria della Purificazione". L'edificio fu eretto per iniziativa di Mary Elizabeth Field, moglie del principe Salvatore Brancaccio, tra il 1892 ed il 1896 su progetto di Luca Carimini, anche se poi fu terminato dopo la morte dell'architetto, avvenuta nel 1890, dall'ing. Rodolfo Buti. Il palazzo, che presenta un rivestimento in bugnato nel piano inferiore e finestre affiancate da colonne doriche con timpani triangolari al piano superiore, presenta un grande portale a tre ingressi (nella foto 1), inquadrati da quattro grandi colonne che sorreggono la loggia soprastante nella quale si aprono tre finestroni; varcato l'ingresso si entra in un vestibolo con grosse colonne di granito grigio che attraversa l'intero edificio fino al giardino retrostante. Il palazzo ebbe profondi lavori di ristrutturazione tra il 1909 ed il 1922 ad opera di Carlo Sacconi, che curò anche la costruzione di un teatro denominato Brancaccio; nel 1937 fu trasformato per essere utilizzato anche come cinema, ma dal 1978 è tornato ad ospitare prevalentemente spettacoli di prosa e musicali. In passato un grande parco era annesso al palazzo, poi notevolmente ridotto tra il 1932 ed il 1934 per ricongiungere il monumento romano in esso contenuto, le Sette Sale, alle grandi terme alle quali appartenevano, le Terme di Traiano. Oggi l'edificio conserva una esigua porzione di giardino, dove risalta il bel ninfeo (nella foto 2) realizzato dall'architetto Francesco Gai ad inizi Novecento, che costituisce la decorazione dell'imponente muro di contenimento del giardino interno. La struttura presenta complessivamente cinque nicchie e sei colonne; la nicchia centrale riproduce una grotta, nella quale l'acqua, che scende dalle rocce soprastanti, si raccoglie in un bacino a terra, il tutto seminascosto da una vegetazione eccessivamente folta. Ai lati della nicchia centrale vi sono altre due nicchie contenenti statue classicheggianti in travertino, poste su alti basamenti, raffiguranti Ercole quella di sinistra e David quella di destra. Le nicchie, contornate da un arco bugnato, sono sovrastate da un classico fregio di ordine dorico, con triglifi e metope decorate da animali marini, terminante in una balaustrata in cotto. Il palazzo attualmente ospita il Museo Nazionale di Arte Orientale.

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