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La chiesa di S.Maria del Buon Consiglio (nella foto sopra), situata in via del Buon Consiglio, in passato era denominata "S.Pantaleo ai Tre Forni" e risale all'anno 1113, come attesta un'iscrizione posta dietro l'altare maggiore che ricorda la consacrazione dell'altare stesso avvenuta sotto il pontificato di papa Pasquale II (1099-1118). Nei "Liber Anniversariorum" e nei Cataloghi dei secoli XV e XVI viene invece chiamata "S.Pantaleo in Montibus", oppure semplicemente "S.Pantaleo". Un'antica tradizione narra che nei sotterranei della chiesa vi sia un pozzo d'acqua miracolosa dove fu tenuto nascosto il corpo del martire S.Pantaleo, quando le sue spoglie furono trasportate da Nicomedia a Roma. La chiesa fu officiata dai monaci basiliani di Grottaferrata fino al 1635, quando questi si trasferirono nella chiesa di S.Giovanni de Mercatello. Durante il pontificato di papa Clemente XII la chiesa fu affidata all'Arciconfraternita della Dottrina Cristiana. Un'antica memoria sepolcrale, scolpita su una piccola pietra, così recitava: "HEC EST SEPVLTVRA NICOLAI IOANNIS ASTALLI ET PETRI FILII EIVS ET EORVM HEREDVM". Da ciò risulta che la famiglia Astalli aveva qui una sua sepoltura gentilizia, così come i Paparone, i de Meo, i de Stefano, i de Nofrio, i Maccarone, i Vendettini, tutte celebri famiglie monticiane, le quali possedevano le loro case nelle vicinanze della chiesa. Dopo il 1587, quando una omonima e vicina chiesa fu distrutta, fu denominata anche "S.Biagio ai Monti". In un'altra epigrafe, ora perduta, papa Alessandro III, il 23 dicembre 1260, confermava la dedica fatta dal suo predecessore Pasquale II e nominava la chiesa col titolo di "Sancti Pantaleonis in tribus fornis". Nel 1748 fu concessa da papa Benedetto XIV all'Arciconfraternita della Beata Vergine del Buon Consiglio, da cui il nome con cui da allora la chiesa è conosciuta. L'esterno è piuttosto semplice ed è caratterizzato da una facciata modesta con tetto a doppio spiovente. L'interno è a navata unica, con altare maggiore e due altari laterali. Oggi la chiesa, ancora affidata all'Arciconfraternita di Maria Santissima del Buon Consiglio, è anche sede dell'Acse - Associazione Comboniana Servizio Emigranti e Profughi, fondata da P.Renato Bresciani con l'intento di aiutare gli studenti ad inserirsi e studiare in Italia per poi tornare nei loro paesi d'origine. Sull'edificio ad angolo con via del Cardello è situata una bella Madonnella (nella foto 1) in ceramica policroma, risalente ai primi anni del Novecento, raffigurante la "Vergine con il Bambino". Una mensola marmorea ed una cornice rappresentata da una fila di mattoni disposti a taglio costituiscono l'edicola piuttosto singolare, il tutto sovrastato da un semplice baldacchino di lamiera.

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