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La via prende il nome dalla vicina Chiesa del Gesù. Notevoli le case ed i palazzi che vi sorgono, come il cinquecentesco palazzo Berardi-Cesi-Muti (nella foto sopra), costruito come residenza della famiglia Muti da Giacomo Della Porta nel 1565. Nel 1701, in seguito al matrimonio tra Teresa Muti e Federico Cesi, l'edificio divenne proprietà Cesi, finché nei primi dell'Ottocento fu acquistato dai Berardi che nella seconda metà del secolo lo fecero ristrutturare da Pio Piacentini. Il portale ad arco, con la scritta "FILIPPO BERARDI", immette in un vasto ed armonioso cortile dove è situato lo splendido orologio ad acqua (nella foto 1) costruito nel 1870 da un padre domenicano, P.Giovanni Embriaco (lo stesso che ha costruito l'idrocronometro del Pincio), superiore del vicino Convento della Minerva. L'idrocronometro è collocato all'interno di una nicchia a conchiglia che poggia sul fondo di una fontanina a due invasi, con una piccola foca di marmo immersa nell'acqua. Intorno alla nicchia, un'edicola con quattro cariatidi che sorreggono due busti di marmo, collocati ai lati dell'idrocronometro. Al civico 93 vi fu l'Osteria di Spadino, soprannome usato a Roma per indicare una persona alta e magra e probabilmente attribuito al titolare del locale. Caratteristico il portale con due cariatidi che identifica palazzo Frangipane, un edificio cinquecentesco un tempo proprietà dei Capocci situato in un piccolo slargo della via. Nel 1570 Francesco Capocci lo vendette ad Orazio Frangipane, che trasformò la proprietà in un palazzo a tre piani con l'originale portale in travertino, con angoli smussati e due cariatidi ai lati; il portone, decentrato rispetto alla cinque finestre della facciata odierna a causa di lavori di ampliamento, è sovrastato dallo stemma dei Frangipane, due leoni, l'uno di fronte all'altro, con quattro pani tra le zampe. Nel 1607 un avviso informa che "il sig.Mario Farnese ha comprato il palazzo dei Signori Frangipane dove stava il vescovo di Piacenza fra la chiesa del Jesu e della Minerba per 14.000 scudi".

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