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La via prende il nome dall'Arco dei Ginnasi (nella foto sopra), detto anche "delle Botteghe Oscure" (per la vicinanza alla via delle Botteghe Oscure) o "della Luna", fatto costruire dal cardinale Domenico Ginnasi per collegare le varie proprietà edilizie di famiglia. La costruzione risale al 26 luglio 1628 allorché i Maestri della Strada concessero "licenza al cardinale Ginnasio che possa fare un Archo nel vicolo morto tra il palazzo di SS. Ill.ma et la casa dei SS.ri Rogieri nel Rione della Pigna": l'arco collegava infatti il cosiddetto palazzetto Ginnasi, ovvero la parte del palazzo Ginnasi che fu destinata a monastero ed a collegio, al palazzo Ruggeri ed alle altre case del complesso Ginnasi. L'arco, sopra il quale è ancora possibile vedere lo stemma cardinalizio, seppure con l'arme scalpellata, presenta una curvatura piuttosto ribassata, con due lesene laterali bugnate e conduce in un vicoletto cieco, dove sono situati alcuni portoncini ed un locale pubblico, un piccolo angolo sopravvissuto della Roma antica. Sulla via, alla destra dell'arco, notare quattro colonne antiche con capitelli ionici inserite nella facciata (una delle quali è visibile anche nella foto sopra), appartenenti ad un portico medioevale. Al civico 14 della via è situato il palazzo del Collegio Calasanziano (nella foto 1) o delle Scuole Pie, costruito nel 1746 da Tommaso De Marchis sull'area precedentemente occupata da un palazzetto di proprietà dei Cenci ed altre case appositamente demolite. Il Collegio era gestito dall'Ordine dei Chierici Regolari Poveri della Madre di Dio delle Scuole Pie, detti popolarmente "Scolopi", un istituto fondato da S.Giuseppe Calasanzio nel 1597, ma riconosciuto dalla Chiesa come Ordine nel 1622, con lo scopo ben preciso di educare i giovani. Il Collegio si trasferì in questo edificio dalla sede originaria di piazza di S.Pantaleo e vi restò fino al 1800, quando fece ritorno al palazzo-convento di piazza de' Massimi. Il prospetto principale si affaccia su questa via con il grande portale, oggi ingresso di un negozio, con la scritta "COLLEGIUM SCHOLARUM PIAR(UM)"; lo fiancheggiano due porte di bottega ad arco ribassato e quattro finestre per parte con inferriate. Il Collegio un tempo occupava un'area maggiore rispetto a quella odierna finché ai primi dell'Ottocento una porzione fu venduta ai Nobili Vitelleschi, i quali, dopo averla demolita, vi fecero costruire il bel palazzo Nobili Vitelleschi. Il palazzo dell'ex Collegio Calasanziano (che oggi ospita appartamenti privati, nonché supermercato e banca al pianterreno) sviluppa su quattro piani con sei finestre ciascuno, mentre sul Corso Vittorio Emanuele II le finestre sono tre; su questo prospetto aprono due porte originali di rimessa ad arco ribassato ed un portaletto. Netta la differenza tra il basamento a cortina con mattoni arrotati ed il resto dell'edificio a falsa cortina. Possente il cornicione a guscio: sull'angolo lesene sovrastanti il basamento, con capitelli compositi. Quasi all'angolo con Corso Vittorio Emanuele II è situata una graziosa Madonnella (nella foto 2), composta da un medaglione che racchiude un'immagine seicentesca della "Madonna con Bambino", dipinta su tela, dal titolo di "Auxilium Christianorum": molto ricca la cornice di stucco con una testina alata nella parte inferiore e due angioletti ai lati che la sostengono. Un baldacchino di lamiera culminante con una croce ed orlato con una rifinitura a frange racchiude la bella edicola barocca.

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