Questo sito utilizza cookie per migliorare la tua esperienza ed offrire servizi in linea con le tue preferenza. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie vai alla pagina Cookie Policy.

Questa piazza prende il nome dalla chiesa dedicata a S.Simeone, della quale oggi resta soltanto la facciata e che si affaccia sull'adiacente piazza Lancellotti. Piazza di S.Simeone è dominata dal maestoso palazzo Lancellotti (nella foto in alto sotto il titolo, 1  Portale del Domenichinoalle spalle della fontana) fatto costruire dal cardinale Scipione Lancellotti ai primi del Cinquecento su progetto di Francesco Capriani da Volterra, terminato dal Maderno ed arricchito con un maestoso portale (nella foto 1) dal Domenichino. L'edificio a due piani si sviluppa su tre facciate di identica struttura: al pianterreno nove finestre architravate che inquadrano il portale riccamente decorato ed impreziosito da due colonne che sorreggono il balcone con balaustra. Degno di nota l'aneddoto legato proprio al portale: questo venne chiuso il 20 settembre 1870 dal principe Lancellotti per protesta contro "l'aggressione italiana agli Stati Pontifici" e per questo sulle colonne del portale qualcuno stampigliò in rosso V.V.E. (Viva Vittorio Emanuele), ancora oggi ben visibili. La chiusura del portale fu mantenuta fino ai Patti Lateranensi del 1929. Caratteristici i cantonali bugnati con due splendide edicole del Settecento, una raffigurante il "Redentore" tra raggi luminosi ed angioletti, posta ad angolo con via dei Coronari (nella foto 2), l'altra, sul versante opposto del palazzo, ad angolo con piazza Lancellotti, raffigurante la "Madonna Addolorata". Un cornicione conclude l'edificio, ornato da cornici e da un fregio a palmette. All'interno è situato un bel cortile porticato da un lato e ricco di bassorilievi e stucchi. L'appartamento al 2  Edicola del Redentorepianterreno presenta le volte affrescate, tra il 1621 ed il 1623, dal Guercino e da Agostino Tassi: quest'ultimo ha anche decorato il salone al primo piano con una illusionistica raffigurazione a loggiati su due piani. Fino a qualche decennio fa la casa era impreziosita dalla statua del "Discobolo", rinvenuta nel 1781 nella villa Palombara ed oggi a palazzo Massimo alle Terme: la statua, denominata appunto "Discobolo Lancellotti", è una celebre copia romana dell'opera originale greca di Mirone risalente al V secolo a.C. Nel palazzo ebbe sede l'Accademia degli Infecondi, fondata da Filippo Lancellotti nel 1650, e la legazione francese a Roma; nel 1803 vi abitò lo scrittore François-René de Chateaubriand, in qualità di segretario della legazione. Sulla piazza si trova anche la cinquecentesca fontana realizzata dallo scalpellino Pietro Gucci su disegno di Giacomo della Porta per volontà di Gregorio XIII. La fontana (nella foto 3), a doppia vasca circolare, era di assoluta lineare semplicità: un unico catino modanato e fistole decorate che versavano acqua nel bacino sottostante. Nel 1696 vi fu soprapposto un catino su un balaustro che poggiava su un cubo di marmo decorato con quattro 3  Fontanamascheroni che versavano l'acqua nella vasca originaria. Nel 1829, infine, la vasca inferiore venne nuovamente sostituita con un'altra (quella attuale) che reca tuttora gli stemmi dei Conservatori capitolini dell'epoca e che, dal confronto con i disegni originali, appare chiaramente ispirata a quella dellaportiana. La fontana era originariamente collocata nella scomparsa piazza Montanara e quando, nel 1932, iniziarono le operazioni di demolizione della zona, la fontana fu provvisoriamente trasferita al Parco degli Aranci, la cui sistemazione fu affidata dal Governatorato di Roma all'architetto Raffaele de Vico. Nel 1973 la fontana venne nuovamente trasferita e collocata nella posizione attuale.

ROMASEGRETA.IT
ONLINE DAL 16/02/2003
----------------------------

Questo sito è stato realizzato anche grazie alla pazienza di Rita

giweather joomla module