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Le cosiddette Case di S.Paolo, situate in via di S.Maria in Monticelli, sono così denominate perchè, secondo un'antica leggenda, l'Apostolo Paolo avrebbe abitato in una delle antiche case preesistenti a queste: la tradizione si baserebbe su una pergamena del 1245 nella quale, in riferimento alla zona, si legge la frase "in loco ubi dicitur Pauli", espressione che sottintenderebbe la parola "schola", dove cioè S.Paolo avrebbe fatto opera di catechesi. La tradizione vuole anche che l'Apostolo abbia vissuto in una casa sulla quale sarebbe poi stata costruita la vicina chiesa di S.Paolo alla Regola: per alcuni si tratterebbe di una conferma che S.Paolo abbia vissuto realmente in questa zona, dando poca importanza al fatto che l'abitazione sia indicata in due punti diversi, seppure molto vicini, ma per altri si tratterebbe soltanto di una leggenda medioevale, che nulla avrebbe a che fare con l'Apostolo, bensì nata per errore a causa di un bassorilievo situato all'interno della vicina chiesa di S.Maria in Monticelli e raffigurante un vecchio maestro che insegnava nell'oratorio medioevale eretto in questa chiesa. Le Case di S.Paolo sono costituite da un complesso edilizio composto da sette edifici medioevali, in stretta connessione tra loro, risalenti alla fine del XIII secolo. Tra il 1913 ed il 1924, in occasione dei lavori di costruzione del Ministero di Grazia e Giustizia, questi edifici furono destinati alla demolizione: si salvarono soltanto grazie all'intervento disperato di un'associazione dedita alla salvaguardia dei monumenti, gli "Amici dei Monumenti", e così furono inglobati nel Ministero stesso. Purtroppo ciò non bastò a conservarle: infatti le case, un tempo intonacate e tinteggiate, nel 1938 furono sottoposte a lavori di restauro ad opera della Soprintendenza ai Monumenti del Lazio che ne modificò profondamente l'aspetto esteriore e la divisione interna. Con l'ausilio della foto 1 possiamo analizzarle: a sinistra è situata la torre vera e propria 1, caratterizzata da una cortina in laterizio nella parte inferiore e da tufelli nella parte superiore, con un portico più alto e slanciato rispetto agli altri edifici (seppure oggi tamponato) e con una bella loggia coperta con tetto a capanna (oggi chiusa da vetrate). Gli altri edifici 2 e 3, anch'essi con portico a piano terra, sorretti da colonne basse e a largo fusto, ma con arcate di diverse dimensioni, presentano principalmente una struttura di cortina in tufelli e, purtroppo, un aspetto profondamente modificato dai lavori del 1938, come sopra già accennato: la casa 4 presenta una loggia profondamente modificata con l'apertura dei finestroni ed il rialzamento del tetto, le case 5 e 6, invece, subirono l'abbassamento di un piano mentre la casa 7 fu dotata di una moderna monofora in peperino ad imitazione di quella originale della casa 4.

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