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Il toponimo di questa via, cha congiunge piazza Benedetto Cairoli a piazza del Monte di Pietà, deriva dalla famiglia Specchi, proprietaria del palazzo al civico 17 (nella foto 1), della quale il più illustre rappresentante fu sicuramente Alessandro Specchi (1668-1729), incisore ed architetto, autore di opere illustri come la Scalinata di Trinità de' Monti, palazzo De Carolis, palazzo Del Gallo di Roccagiovine e le Scuderie del Quirinale. Il palazzo si presenta con un bellissimo portale architravato ed affiancato da due lesene in stile corinzio; quattro finestrelle incorniciate completano il pianterreno. Due cornici marcapiano in marmo scandiscono i due piani soprastanti, lungo i quali si aprono sei finestre incorniciate ed architravate al primo, altrettante porte-finestre con ringhiera bassa al secondo; la sopraelevazione è ottocentesca. Al civico 3 della via è situato palazzo Fredi (nella foto in alto), realizzato per la famiglia romana dei Fredi, tra i quali Felice, colui che scoprì il "Laocoonte". L'edificio fu costruito nei primi anni del Cinquecento ma fu poi ristrutturato nell'Ottocento, conservando alcuni degli elementi originali come le le finestre architravate al primo piano, mentre al piano terreno sono state operate recentemente varie aperture; sul cantonale si conserva una delle paraste che scandivano nell'aspetto cinquecentesco il ritmo delle finestre. Nel primo piano si possono, inoltre, ammirare a sostegno del balcone alcune mensole di età romana. Il portone (nella foto 2), incorniciato ed architravato, conserva ancora lo scudo sul quale verosimilmente doveva trovarsi lo stemma araldico dei Fredi e, sull'architrave, l'iscrizione "PRORA ET PUPPIS EST VIVERE" (ovvero "Prora e Poppa è vivere"). Una curiosità: un discendente della famiglia Fredi si trasferì in Francia e dette origine al ramo Fredy De Coubertin, al quale appartiene Pierre Fredy De Coubertin, che nel 1896 promosse la nascita dei moderni Giochi Olimpici.

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