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Ripa fu nominato XII rione di Roma il 18 maggio 1743, con chirografo di papa Benedetto XIV, poi modificato da una delibera comunale del 1921 allorché furono "staccati" dall'antico corpo topografico i rioni di Testaccio e S.Saba. Tre sono le zone che lo compongono: l'Aventino, la Valle Murcia e l'Isola Tiberina. Tre immagini da cui nasce l'idea di Roma, poiché fu proprio lì, al Velabro, che nelle acque stagnanti di un porticciolo naturale approdò Evandro, capo della colonia degli Arcadi, per formare sul Palatino il nucleo del suo piccolo regno. E fu proprio lì, continua la leggenda, che la piccola cesta con Romolo e Remo fu trovata e presa in custodia dalla lupa. Secondo la tradizione, dall'Aventino Remo avrebbe osservato il volo dei sei avvoltoi che preannunciavano la sua sconfitta nella contesa con il gemello Romolo: Plutarco fa derivare da questo episodio il nome del colle Aventino, "ab avibus", che in precedenza si chiamava "Mons Murcius", dai mirti che lo ricoprivano. Altri storici riferiscono il nome ad "Aventinus", un mitico re di Alba che sarebbe stato colpito mortalmente da un fulmine sul colle e qui sarebbe stato sepolto. Nel 456 a.C., con una legge Icilia, l'intera collina dell'Aventino fu dichiarata di proprietà pubblica e distribuita ai plebei perché vi costruissero case. Da allora un quartiere fittamente popolato si andò formando al punto che, nell'età di Augusto, non rimaneva spazio per edifici pubblici. Solo in età imperiale l'Aventino perse le sue caratteristiche di quartiere popolare e commerciale per trasformarsi in un quartiere aristocratico. Con Augusto il colle venne incluso nelle 14 regioni e con l'imperatore Claudio incluso nei limiti del pomerio. I Servili, i Sura, i Decii (che costruirono le "Terme Deciane") furono i patrizi abitatori dell'Aventino insieme a quell'Asinio Pollione famoso generale, nonché scrittore e poeta. Il IV secolo, periodo  in cui il Cristianesimo trionfante splendeva in episodi di mistica bellezza, segnò il massimo splendore per questa zona: ai templi pagani subentrarono luoghi di culto cristiano e chiese. Il piano regolatore Viviani del 1883 avrebbe voluto trasformare l'Aventino in un quartiere per abitazioni, con palazzoni e strade a scacchiere. Per fortuna il piano non fu mai attuato fino a quando, nel 1914, si iniziò quella lenta e garbata inurbazione a villini che caratterizza tutt'oggi una tipologia edilizia rispettosa dell'ambiente.

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