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La cinta urbana più antica è nota col nome di Serviana, dal nome del primo costruttore, Servio Tullio, il sesto re di Roma, e risale alla metà del VI secolo a.C. I resti delle mura, in blocchi di tufo di Grotta Oscura, pervenuti fino a noi, sono però più tardi, circa della prima metà del IV secolo a.C. Nella foto in alto vediamo i grandiosi resti delle mura prossime all'antica "porta Raudusculana", all'angolo tra viale M.Gelsomini e via di S.Anselmo: questo tratto di muro è costituito da 15 filari per una lunghezza di 42 ed un'altezza di 8 metri e presenta solo il paramento in blocchi di tufo, mentre il nucleo è in opera cementizia. L'arco che si apre nel muro, sopra l'ottavo filare, è un'apertura per camera balistica (come l'arco custodito all'interno di palazzo Antonelli): dalla tecnica di costruzione si rileva che è un settore ricostruito in epoca tardo-repubblicana, probabilmente nell'87 a.C. Nella foto 1 vediamo il proseguimento delle mura lungo via di S.Anselmo che salivano verso il colle Aventino fino alle sue pendici meridionali, dove si apriva la "porta Lavernalis": sono 12 filari per una lunghezza di 43 ed un'altezza di 7 metri.

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