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La Casina del Cardinal Bessarione è situata sul tratto urbano della via Appia Antica (oggi via di Porta S.Sebastiano) e può essere considerata la più antica villa romana del Rinascimento. Nella pianta del Maggi (1625) si può notare una palazzina allineata sulla strada con torretta, mentre nella pianta del Nolli (1748) il fabbricato è rappresentato con una planimetria a squadra, costituita da un corpo allineato sulla strada e da un altro perpendicolare, corrispondente alla tipologia attuale. Recenti scavi hanno rivelato al di sotto del piano seminterrato la presenza di strutture sepolcrali del I sec. a.C. e di un edificio che registra almeno tre fasi costruttive, a partire dalla prima età imperiale fino alla prima metà del II secolo d.C., periodo quest'ultimo al quale risalgono resti di mosaico pavimentale con tessere bianche e nere ed un muro in "opus mixtum" distinguibile al pianterreno della Casina, inglobato nella muratura del lato sud-ovest. La fase medievale, individuabile nella parte sud-ovest, si riferisce alla destinazione dell'antico edificio quale sede ospedaliera, ai primi del XIV secolo gestita, secondo quanto riportato in una bolla papale riguardante la vicina chiesa di S.Cesareo, dai "fratres cruciferi". Alla seconda metà del XV secolo è databile invece l'ampliamento verso la strada, con la loggia al primo piano e la trasformazione come residenza estiva, voluta dal cardinale titolare di Tuscolo, nella cui diocesi era compresa la chiesa di S.Cesareo. Di qui l'ipotesi, suffragata da alcuni recenti rinvenimenti documentali, che vi abbia risieduto il Cardinale Giovanni Bessarione, che avrebbe utilizzato la Casina come dimora suburbana, in alternativa a quella di città che aveva in piazza dei Ss.Apostoli, in un appartamento ora inglobato nel palazzo Colonna. Oggi l'edificio non reca più traccia della sua presenza, priva di stemmi a lui riferibili, mentre compaiono quelli del cardinale Battista Zeno, nel 1473 nominato da papa Sisto IV vescovo di Vicenza e poi vescovo suburbicario di Albano. L'edificio è articolato su due parti, costruite a breve distanza di tempo tra loro, tra il 1450 ed il 1460: quella più antica corrisponde alla metà interna verso il giardino, ampliata poi nella seconda metà del secolo verso la strada con la parte comprendente un salone ed una loggia a quattro arcate, dove vennero utilizzate antiche colonne. La loggia (nella foto 1) rappresenta senza dubbio l'elemento più importante della casa, il centro e la sua più viva decorazione: composta con antiche colonnette di spoglio a capitelli alternativamente dorici e ionici e raccolta nella bellissima finestra a croce guelfa (nella foto 2), è l'elemento di massima rappresentanza. La Casina è così composta: un piano seminterrato (destinato ai servizi), un piano nobile, situato a livello della loggia ed accessibile per mezzo di una scala, ed un piano rialzato (per gli appartamenti del Cardinale). All'interno la casa è divisa in modo razionale: sei stanze al piano superiore e sei al piano inferiore. Il piano nobile, articolato in ambienti di rappresentanza (sala regia, vestibolo e sala da pranzo) ed appartamenti privati (studio, vestibolo e camera da letto), presenta un camino per ogni stanza. Nel piano seminterrato, identificato come spazio destinato alla sola servitù, si trovano una cucina con bel camino, un lavatoio ed un vestibolo con finestra. La loggia ha una decorazione a festoni dipinti di cui è superstite solo una parte; tale decorazione è presente in tutte le stanze della palazzina. La sala in comunicazione con la loggia conserva il fregio a fogliami e stemmi e trofei d'armi. Altre decorazioni sono nelle piccole camere adiacenti alla loggia, con fregi pure a fogliami e stemmi; tutte queste pitture sono di gusto tardo-gotico. Più moderna è la decorazione della loggia; sopra un finto parapetto si alzano pilastri con un paesaggio di alte rocce, castelli e chiese (nella foto 3). Al piano seminterrato si trova una bella decorazione con fiori e melograni. La facciata che prospetta sulla strada (nella foto 4), arricchita da due imponenti finestre a croce guelfa, presenta una decorazione a graffito e chiaroscuro rappresentante un fregio di fogliame. Parte integrante dell'architettura esterna di una villa rinascimentale era senza dubbio il giardino, caratterizzato in questo caso da due alberelli di arance che incorniciano una graziosa vera di pozzo, posta sullo sfondo di una parete di tufelli e peperino. L'edificio, espropriato dal Comune nel 1926, è stato completamente restaurato tra il 1951 ed il 1969 ed arredato con mobili e suppellettili rinascimentali.

 

Nella sezione Roma nell'Arte vedi:
Loggia Casa Cardinal Bessarione di E.Roesler Franz

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