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La chiesa di S.Cesareo de Appia è situata su via di Porta S.Sebastiano, un tempo tratto iniziale della via Appia Antica, donde la denominazione "de Appia". La chiesa risale al secolo VIII e fu costruita su un ambiente di età romana, individuato sotto il pavimento durante alcuni lavori eseguiti nel 1936. Questo ambiente risultò separato da due colonne, con la parte breve che si affaccia su via di Porta S.Sebastiano, ed era ricoperto da un mosaico in bianco e nero, risalente alla fine del II secolo d.C., dove, su fondo bianco, erano raffigurati tritoni ed animali marini. Intorno all'VIII secolo si impiantò sul primo ambiente un'aula di culto cristiano, costituita da un'unica ampia sala con due absidiole. Questo primo nucleo della chiesa fu successivamente ampliato, il pavimento sopraelevato e le mura perimetrali, impostate su quelle di età romana, rinforzate. Nel 1302 papa Bonifacio VIII affidò la chiesa, in precarie condizioni, ai Crociferi affinché vi costruissero un ospedale per dare asilo ai pellegrini che entravano dalla vicina Porta S.Sebastiano. Ai Crociferi subentrarono le suore dell'ordine di S.Benedetto che vi rimasero fino al 1439, allorché papa Eugenio IV unì il settore amministrativo della chiesa a quello di S.Sisto. Un successivo radicale intervento di restauro fu apportato alla chiesa durante il pontificato di papa Clemente VIII ad opera del Cavalier d'Arpino, soprattutto per volontà del cardinale Cesare Baronio, titolare della vicina chiesa dei Ss. Nereo e Achilleo. La chiesa fu consolidata e dotata di una serie continua di arcate cieche a tutto sesto, poste lungo le pareti dell'unica navata, la quale venne inoltre sopraelevata e coperta da un ricco soffitto a cassettoni (visibile nella foto 2): questo presenta, nel riquadro cruciforme al centro, lo stemma pontificio di Clemente VIII fra teste di cherubini alate, mentre gli altri riquadri raffigurano un fitto motivo di stelle. Fu probabilmente proprio in questa occasione che furono trasferiti qui i mosaici del XIII secolo ed altri arredi architettonici, quale l'altare, l'ambone, la cattedra e le transenne del presbiterio, che si trovavano nel transetto della basilica di S.Giovanni in Laterano, a quell'epoca in fase di ristrutturazione. Nel 1603, a restauro ultimato, S.Cesareo venne affidato ai padri somaschi. La chiesa ha una facciata molto sobria (nella foto 1): il portale di accesso presenta un protiro con colonne di granito sostenenti un timpano, mentre ai lati vi sono due finestre quadrangolari murate. L'ordine superiore, separato da quello sottostante da una fascia marcapiano, presenta una grande finestra centrale, incorniciata e chiusa da una vetrata, ai lati della quale quattro paraste con capitelli ionici scandiscono quattro riquadri inscritti in cornici sottili. L'interno (nella foto 2), a navata unica, presenta alle parete laterali, tra le finestre, alcuni mosaici del Cavalier d'Arpino rappresentanti "Scene della vita di San Cesareo"; nel catino absidale un mosaico raffigura "Dio Padre" fra gli angeli. Come sopra menzionato, diversi pezzi provengono dalla basilica di S.Giovanni in Laterano: l'altare maggiore, costruito con una porzione di un sontuoso paliotto cosmatesco, databile alla seconda metà del XIII secolo; l'ambone, composto da una decina di elementi eterogenei, databili al XIII secolo, tranne la nicchia quattrocentesca a conchiglia della fronte; le transenne del presbiterio, frutto dell'assemblaggio di pezzi di diversa origine, tra i quali due grandi plutei con lastre di porfido, due fasce musive e due colonne tortili.

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