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La Piramide Cestia fu costruita da Caio Cestio come sua grandiosa sepoltura intorno al 20 a.C., seguendo la moda egittizzante dell'epoca. Misura circa 30 metri per lato, è alta poco più di 36 ed è costruita da un nucleo di calcestruzzo rivestito di blocchi di marmo bianco con camera sepolcrale in mattoni all'interno. Per secoli rimase in posizione isolata troneggiando con la sua mole sull'antica "via Ostiensis" finché non venne inglobata nelle Mura difensive della città fatte costruire dall'imperatore Aureliano (274-277 d.C.). La doppia iscrizione posta sui lati orientale ed occidentale del monumento recita: "C(aius) CESTIUS L(uci) F(ilius) EPULO, POB(lilia tribu), PRAETOR, TRIBUNUS PLEBIS, (septem)VIR EPULORUM". Sul lato orientale l'iscrizione prosegue indicando il breve tempo impiegato nella costruzione, 330 giorni, voluta per disposizione testamentaria. Caio Cestio era dunque il "settemviro" degli Epuloni, ossia sacerdote del collegio preposto ad organizzare i banchetti per gli dèi. Fu anche pretore, forse quello menzionato da Cicerone, che ricoprì la carica nel 44 a.C. Forse fu sempre lui che dispose la costruzione del ponte Cestio, eretto per congiungere l'Isola Tiberina con gli insediamenti di Trastevere. Un'iscrizione sul lato occidentale ricorda che, nel 1656, Alessandro VII dispose e finanziò il restauro che si protrasse fino al 1663. Ad est furono rinvenute le basi di due colonne ed i cippi iscritti, ora ai Musei Capitolini, con notizie riguardanti il testamento di Cestio, oltre a frammenti delle soprastanti statue bronzee. Fu nel corso di questo restauro che venne praticata la piccola apertura sul lato occidentale: da qui, attraverso un cunicolo rivestito di laterizio, si perviene all'angusta camera funeraria, di 5,90 x 4,10 metri ricoperta da volte a botte.

 

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Nella sezione Roma nell'Arte vedi:
Piramide Cestia di G.B.Falda
Piramide di Caio Cestio di G.B.Piranesi

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