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Il beato Nicola da Forca Palena nel 1419 acquistò, grazie al contributo di alcuni fedeli e dei cardinali Gabriele Condulmer e Domenico de Cupis, alcuni terreni sul Gianicolo, sui quali fondò poi un romitorio. Il piccolo edificio fu poi ampliato in un complesso che comprendeva un convento ed una chiesa dedicata a S.Onofrio: i lavori terminarono nel 1439, anche se il complesso venne ulteriormente ristrutturato ed ampliato nel Cinquecento. Nel 1517 papa Leone X elevò la chiesa a titolo cardinalizio, mentre nel 1588 papa Sisto V la elevò a titolo presbiterale: fu in questa occasione che venne aperta l'antistante Salita di S.Onofrio per consentire ai fedeli un accesso più agevole alla chiesa. Una caratteristica scalinata conduce al piazzale (nella foto sotto il titolo), sui due lati del quale si innalza il portico, decorato all'inizio del XVII secolo con affreschi del Domenichino. Dal portico si accede al chiostro, a pianta rettangolare su due ordini, ed all'interno della chiesa, dove, nell'atrio della prima cappella di sinistra, è situato il monumento funerario di Torquato Tasso (nella foto 1) risalente al 1608. Il monastero annesso alla chiesa ospita anche un piccolo museo dedicato a Torquato Tasso, realizzato nelle stanze dove il poeta passò gli ultimi mesi della sua vita: morì infatti in una delle celle del convento il 25 aprile 1595. Il museo conserva manoscritti, antiche edizioni delle sue opere, la maschera funebre presa sul cadavere e la pietra tombale che sovrastava l'originario luogo di sepoltura del poeta prima della costruzione del monumento. Il nome del Tasso è legato anche alla campana più piccola delle tre che sono custodite nella cella campanaria: si narra che questa accompagnò i suoi ultimi momenti di vita, continuando a suonare fino alla sua morte. A questa campana è legato anche un aneddoto: nel 1849 i garibaldini requisirono alcune campane per forgiare i cannoni ma quando si presentarono nella chiesa di S.Onofrio incontrarono la ferrea resistenza del superiore del convento, che supplicò loro di non distruggere la piccola campana tanto legata alla memoria del poeta. Garibaldi, commosso, ordinò: "Le campane che suonarono l'agonia del Tasso sono sacre: siano rispettate!". Dinanzi al portico della chiesa vi è posta una fontana (nella foto 2) costruita nell'aprile del 1924, in occasione dell'anniversario della morte del Tasso, per ricordare il luogo dove visse gli ultimi anni della sua vita. La fontana è formata da una vasca circolare, quasi a fior di terra, in mezzo alla quale, su una base quadrata, si eleva un piedistallo a cipolla che sostiene una tazza di travertino, la quale riceve l'acqua da uno zampillo centrale che, attraverso le bocche di quattro mascheroni scolpiti sotto il bordo della tazza stessa, si versa nel bacino sottostante. La fontana fu costruita con vari elementi giacenti nei magazzini comunali, quali il catino ed il balaustro appartenenti alla fontana rimossa alla fine dell'Ottocento da "piazza Giudea", elementi che furono poi restituiti, intorno al 1930, alla legittima fontana ricomposta in piazza delle Cinque Scòle: quegli stessi elementi furono ricostruiti perfettamente identici per la fontana di S.Onofrio.

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