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La via è dedicata alla omonima chiesa che qui sorge (nella foto sopra), anche se la sua dedica completa è ai Ss.Dorotea e Silvestro, come indicato anche sull'iscrizione sopra il portale: "OMNIPOTENTI DEO IN HONOREM SS. SYLVESTRI PAPÆ AC DOROTHEÆ VIRGINIS ET MARTYRIS". La chiesa è di origini assai antiche, 1  Casa della Fornarinaprobabilmente della fine dell'XI secolo, anche se allora il suo nome era "S.Silvestro ad portam Septimianam", per la sua vicinanza alla porta Settimiana. La dedica a S.Dorotea risale al Cinquecento, quando vi fu inumato il corpo della santa decapitata in Cesarea di Cappadocia sotto l'imperatore Diocleziano (III-IV secolo). L'attuale edificio fu costruito, con l'annesso convento, tra il 1750 ed il 1756 dall'architetto Giovan Battista Nolli, ben più famoso per la sua importantissima pianta di Roma. La concava facciata della chiesa è inquadrata da quattro grandi paraste che sorreggono un piccolo attico ed un grande timpano ribassato; l'interno è ad una navata con sei altari laterali ed una profonda abside. Ai piedi dell'altare maggiore vi è conservata la salma del Nolli, mentre sotto l'altare vi è quella di S.Dorotea. La parte centrale della navata è coperta da una volta molto allungata a pianta ottagonale: quattro larghi costoloni la dividono in altrettante sezioni decorate da Giacinto Bocchetti nel 1931 con episodi della "Vita di S.Dorotea" e di altri santi francescani. Della struttura esterna emerge soltanto l'alta lanterna cilindrica, coperta con un tetto di tegole, su cui si aprono quattro finestre ad arco. In questa chiesa fu fondata nel 1497 la Compagnia del Divino Amore che, fra le altre generose iniziative, creò l'Ospedale degli Incurabili. Interessante notare che nelle stanze attigue alla sagrestia S.Giuseppe Calasanzio, nel 1597, istituì la prima scuola popolare gratuita d'Europa, come ricordato sulla lapide apposta sul portale laterale: "L'ATTIGUA CHIESA FERVIDE ACCOLSE LE PREGHIERE E ASSIDUI I VOTI DI S.GIUSEPPE CALASANZIO MENTRE QUESTA CASA PARROCCHIALE OSPITAVA NASCENTI LE SUE SCUOLE PIE DA LUI PER LA PRIMA VOLTA NELL'AUTUNNO DEL 1597 APERTE QUI AI FIGLI DI TUTTO IL POPOLO PRECORRENDO I TEMPI CON INTUITO SAPIENTE DI CRISTIANO BENEFATTORE - I PADRI E GLI EX ALLIEVI DELLE SCUOLE PIE NEL 350° POSERO - 27 NOVEMBRE 1947". Vogliamo ricordare che S.Dorotea era una di quelle chiese alle porte delle quali era uso affiggere, fino al 1870, gli elenchi dei non adempienti al precetto pasquale. La via custodisce anche una casa quattrocentesca (nella foto 1), situata al civico 20, ad angolo con via di Porta Settimiana, con una caratteristica finestra incorniciata da un arco a sesto acuto riccamente decorato: la tradizione vuole che questa fosse la Casa della Fornarina, figlia di un fornaio che lavorava nella bottega del piano terra, dove una colonna d'epoca romana, lasciata a vista, mostra le tracce di un antico portico. La Fornarina, sempre secondo la tradizione, sarebbe stato il soprannome della bella Margherita Luti o Luzzi, la quale si affacciava proprio da quella finestrella ad arco per salutare il suo celebre amante, ovvero Raffaello Sanzio, che la immortalò in vari suoi affreschi, tra i quali probabilmente il più famoso è proprio la "Fornarina", conservato nella Galleria Nazionale di Arte Antica di palazzo Barberini. La tradizione collega alla famosa Fornarina altre due case: una nella vicina via del Cedro e l'altra a via del Governo Vecchio, per cui diventa davvero difficile discernere la verità dalla leggenda: l'unica certezza sembra essere il ritiro della bella Margherita nel monastero di S.Apollonia, lì rifugiatasi dopo la scomparsa del suo grande amore.

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