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Vicolo dell'Atleta collega via dei Salumi a via dei Genovesi ed il suo nome deriva dal ritrovamento, avvenuto intorno alla metà dell'Ottocento, della statua dell'atleta detto "Apoxyomenos", dal greco "colui che si pulisce il corpo con la strigile", un attrezzo a lama ricurva, perlopiù in avorio, che gli antichi utilizzavano per pulire la pelle dall'olio o dalla polvere, dopo il bagno o la lotta. La statua (nella foto 1), ora ai Musei Vaticani, è una copia in marmo dell'originale bronzeo dello scultore greco Lisippo (IV secolo a.C.), collocata originariamente all'ingresso delle Terme di Agrippa. Si narra che l'imperatore Tiberio fece trasferire la statua nella sua residenza personale ma fu costretto a restituirla per l'insistenza del popolo, che ad ogni sua apparizione la reclamava a gran voce. La statua oggi si presenta sostanzialmente in buone condizioni, a seguito degli interventi dello scultore Tenerani, che provvide al restauro dopo il ritrovamento, ed alla completa ed approfondita pulitura del 1994. L'Apoxyomenos fu rinvenuto insieme ad altri reperti, quali alcune parti di statue bronzee ed un cavallo, anch'esso bronzeo ed opera di Lisippo, oggi ai Musei Capitolini. Il vicolo assunse il nome attuale nel 1873 dopo il ritrovamento della statua, ma un tempo si chiamava "vicolo delle Palme", per la presenza di questi alberi, simboli della Giudea, probabilmente posti dinanzi alla vecchia "Sinagoga" degli ebrei: fu proprio in questo vicolo, infatti, che si stabilì, fin dai tempi della Repubblica, il primo nucleo della comunità ebraica, prima del suo spostamento nel rione S.Angelo, avvenuto nel periodo medioevale. La Sinagoga fu fondata dal lessicografo Nathan ben Jechiel (1035-1106) e si presume che abbia avuto sede dove oggi è situata una bella casa medioevale (nella foto in alto), con loggia ad arcate su colonne ed una cornice ad archi su mensolette in pietra: a conferma di questa ipotesi la colonna centrale dell'arcata presenta ancora oggi alcuni caratteri ebraici scolpiti nel marmo. La Sinagoga andò distrutta a seguito di un grave incendio il 28 agosto 1268. Oltre alla casa medioevale, si possono qui ammirare una bella casa rinascimentale ai civici 2-4, un edificio dell'Ottocento ai civici 6-7 con finestre a timpani triangolari e curvilinei ed un cornicione sorretto da mensole ed una tipica casa trasteverina con scala esterna (nella foto 2) al civico 16. Come per altre vie di Roma, come ad esempio via Titta Scarpetta, anche qui ritroviamo incastonati nelle mura degli edifici reperti archeologici, come il frammento di sarcofago romano strigilato al civico 20 o la colonna scanalata romana al civico 23.

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