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La chiesa di S.Maria in Via (nella foto sopra), situata nell'omonima via, è già ricordata nel 955, ma acquisterà gran fama più tardi, precisamente nel 1256, per un fatto miracoloso. Si narra che una tegola galleggiasse sull'acqua di un pozzo (tuttora esistente nella chiesa) e che su questa vi fosse un'immagine della Madonna dipinta su pietra. Il pozzo si trovava, allora, nelle stalle del contiguo palazzo del cardinale Pietro Capocci, il quale fece immediatamente trasportare la miracolosa pittura nella chiesa, per l'occasione ricostruita più grande e più degna di accogliere la Vergine miracolosa. La tradizione vuole che nel pozzo vi fosse murata una pietra dell'altro pozzo da cui la Samaritana prelevò l'acqua con cui dissetò Gesù, tanto che ancora oggi l'acqua viene distribuita e bevuta dai fedeli perché ritenuta miracolosa. Sicuramente fu proprio grazie a questo "miracolo" che la chiesa si salvò dalle demolizioni circostanti: l'allargamento del Corso, l'apertura di via del Tritone e le costruzioni su palazzi preesistenti della Rinascente e della Galleria Colonna (oggi Galleria Alberto Sordi) sono un chiaro esempio degli sventramenti effettuati tutti intorno alla chiesa. S.Maria in Via, riedificata sotto Innocenzo VIII nel 1491 e nuovamente dai PP.Serviti alla fine del XVI secolo su disegno di Giacomo Della Porta, presenta un'elegante facciata barocca, iniziata da Martino Longhi il Vecchio (1594) e terminata da Carlo Rainaldi (1670). L'interno, ad una navata terminante con l'abside, custodisce l'Immagine della Vergine in un tabernacolo seicentesco della prima cappella a destra; inoltre una statua policroma dell'Addolorata, circondata da angioletti in legno provenienti da una macchina seicentesca da processione. Nella chiesa vi è conservata la cattedra di S.Roberto Bellarmino, mentre l'antico organo fabbricato dal tedesco Werle fu sostituito con uno moderno nel 1930.

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