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villa astalli

Via Emanuele Filiberto è dedicata ad Emanuele Filiberto di Savoia, detto "Testa di Ferro", duca di Savoia e conte di Asti. Grazie alla vittoria ottenuta a San Quintino nel 1557 al comando dell'esercito spagnolo contro le truppe francesi, Emanuele Filiberto ottenne la restituzione dei suoi stati, tra i quali il ducato di Savoia, del quale, nel 1563, ne trasferì la capitale da Chambéry a Torino. La via fu realizzata alla fine dell'Ottocento sui terreni precedentemente occupati da villa Palombara e da villa Astalli, quando, in seguito all'Unità d'Italia, la zona dell'Esquilino perse le sue ville, i suoi giardini, il suo verde per la realizzazione di un quartiere abitativo destinato ad una nuova borghesia impiegatizia. Fu così che i "piemontesi" non persero occasione per dedicare la toponomastica delle vie alla dinastia sabauda: piazza Vittorio Emanuele II, via Conte Verde, via Principe Eugenio e, naturalmente, anche via Emanuele Filiberto.

decorazioni sulla facciata di villa astalli
1 Decorazioni sulla facciata


A differenza di villa Palombara, si salvò dalle demolizioni la palazzina di villa Astalli (nella foto sotto il titolo), edificata nella seconda metà del Seicento per i marchesi Astalli, che si imparentarono con la famiglia Pamphilj grazie al matrimonio tra Tiberio Astalli e la nipote della famosa donna Olimpia, cognata di Innocenzo X. La palazzina appare nella pianta del Nolli del 1748 confinante con villa Altieri e raffigurata con bosco, giardino e terreni destinati all'agricoltura, anche se non è certo che fosse così sin dalle origini. La facciata principale della palazzina si affacciava sul giardino con una gradinata a doppia rampa, mentre la facciata di sud-est era caratterizzata da due avancorpi prospicienti il cortile. L'edificio, rimodernato, presenta una bella decorazione a targhe in stucco alle finestre, con busti rappresentati entro ovali (nella foto 1); sopraelevato, fu collegato ad un edificio moderno che racchiude il cortile su due lati. Le tre sale interne, con soffitto a cassettoni, presentano un fregio originario dipinto con paesaggi fantastici. La villa, che fu proprietà del cardinale Cassetta, dal 1916 appartiene attualmente alle Figlie di Nostra Signora del Monte Calvario, che qui hanno la loro Casa Generalizia ed una Scuola Paritaria che va dal Nido alla Scuola Primaria e Secondaria.

santa maria immacolata all'esquilino
2 S.Maria Immacolata all'Esquilino


Sulla via, ad angolo con via Galilei, è situato il complesso costituito dal convento e dalla chiesa di S.Maria Immacolata (nella foto 2), detta "all'Esquilino" per la sua collocazione urbana. La chiesa fu costruita tra il 1896 ed il 1914 dagli architetti Cursi e Cortese per i Frati della Carità, detti Padri Bigi, e consacrata, come ricorda la lapide all'ingresso, dal cardinale Traglia il 21 aprile 1942. La facciata della chiesa, in cemento ed in stile tardo neo-gotico, presenta tre ordini verticali: quello centrale è caratterizzato da un grande arco ogivale centrale (nella foto 3) che racchiude il portale d'ingresso, sormontato da un rosone e da un'immagine, in mosaico, dell'Immacolata avvolta in un manto stellato.

facciata di santa maria immacolata all'esquilino
3 Arco con rosone e mosaico dell'Immacolata


I due ordini laterali presentano due slanciate finestre bifore, sopra le quali svettano due torri campanarie con aperture costituite da elaborate trifore neogotiche. L'interno, a tre navate suddivise da colonne, riceve luce soltanto dal rosone della facciata e dalle quattro finestre laterali, decorate con vetri policromi, situate su via Galilei. L'adiacente costruzione, anch'essa goticheggiante, corrisponde al convento, che in passato ospitò una Scuola Elementare e Media: l'edificio, ad angolo con viale Manzoni, conserva un'edicola gotica con la statua dell'Immacolata. La Congregazione dei Frati Bigi si sciolse nel 1973: oggi la chiesa è un luogo sussidiario di culto della parrocchia dei Ss.Marcellino e Pietro al Laterano.