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Via della Gatta prende il nome dalla graziosa gatta di marmo (nella foto sopra) in grandezza naturale rinvenuta nel vicino "Tempio di Iside", animale sacro nella società egizia tanto che nel tempo divenne una vera e propria divinità identificata con la dea-gatta Bastet, inizialmente al pari di Sekhmet, la dea-leonessa della guerra e della violenza, poi divenuta nei secoli una figura protettiva nel pantheon egizio assumendo il ruolo di patrona della fertilità, della maternità e della vita domestica. La gatta in questione è situata sul primo cornicione di palazzo Grazioli ad angolo con piazza Grazioli. Oltre a questa via, un tempo la gatta dava il nome anche alla suddetta piazza, prima che il duca Grazioli vi costruisse il suo palazzo. La tradizione vuole che la piccola statua sia stata posta qui in ricordo di una gatta che, avendo visto un bambino in pericolo sul cornicione del palazzo, miagolando abbia richiamato l'attenzione della madre che così riuscì a salvare il figlio prima che precipitasse nel vuoto. Su questa gatta si narra anche una misteriosa leggenda: nella direzione dove l'animale guarda dovrebbe essere sepolto un tesoro, ma nessuno finora è riuscito ad individuarlo né sarebbe facile cercarlo oramai tra le fondamenta dei palazzi.