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casa di michelangelo 

L’edificio che sorge lungo la Passeggiata del Gianicolo, in prossimità di Porta S.Pancrazio, è conosciuto come la Casa di Michelangelo (nella foto sopra) ed ha una storia davvero particolare, come soltanto Roma è in grado di fornire. Innanzitutto dobbiamo dire che non si tratta di un intero edificio, ma soltanto del suo prospetto, anzi, probabilmente, del prospetto di un cortile interno di una casa. Michelangelo Buonarroti visse e morì nel 1564 in una casa piuttosto modesta: comprendeva due camere da letto, la bottega al pianterreno, un tinello e la cantina ed era situata in via dei Fornari, nella zona allora conosciuta come Macel de’ Corvi, alle spalle di palazzo Bolognetti-Torlonia (dove oggi sorge il Palazzo delle Assicurazioni Generali), demoliti, come altri fabbricati del circondario, tra il 1885 ed il 1911 per far posto al grande monumento a Vittorio Emanuele II ed al nuovo assetto di piazza Venezia.

lapidi sul palazzo delle assicurazioni generali
1 Lapidi sul Plazzo delle Assicurazioni Generali


Due lapidi (nella foto 1), apposte sul fianco del Palazzo delle Assicurazioni Generali ricordano la casa dell’artista (la terza invece, in basso, non riguarda la Casa di Michelangelo ma ricorda il riconoscimento ufficiale da parte del Governo Italiano della Ceco-Slovacchia). La lapide in alto è la targa originale apposta fuori la vecchia casa e riporta: «Qui era la casa consacrata dalla dimora e dalla morte del Divino Michelangelo – S.P.Q.R 1871». La seconda così recita: «Questa epigrafe apposta dal Comune di Roma nella casa demolita per la trasformazione edilizia è stata collocata nello stesso luogo per cura delle Assicurazioni Generali di Venezia». Purtroppo di questa casa in via dei Fornari non è rimasto nulla, né disegni né tantomeno fotografie che ci permettano di valutare se il prospetto del Gianicolo derivi proprio dalla facciata o dal cortile interno di questo edificio.

casa in via delle tre pile
2 Casa in via delle Tre Pile


Il primo dato certo che abbiamo è che il prospetto del Gianicolo si trovasse, dopo il 1874, in via delle Tre Pile, come testimonia la fotografia 2. In quell’anno, infatti, il Comune di Roma decise di allargare la strada al fine di consentire alle carrozze un più facile accesso al Campidoglio, demolendo alcuni edifici. L’architetto Domenico Jannetti, anch’egli residente in via delle Tre Pile 7, decise di salvare gli elementi architettonici di uno di questi edifici costruendo un piccolo prospetto addossato ad una costruzione moderna, subito dopo il primo tornante della via.

incisione di angelo uggeri
3 Vue dela Maison di Michelange


Il motivo di questa scelta deriva dal fatto che quello non era considerato un edificio qualsiasi in quanto, nel 1827, l’architetto Angelo Uggeri aveva realizzato un’incisione (nell'immagine 3) dal titolo “Vue de la Maison de Michelange” (ovvero “Via della Casa di Michelangelo”): la via in questione era proprio via delle Tre Pile e la presunta casa di Michelangelo raffigurata con gli elementi architettonici molto somiglianti a quelli del nostro prospetto.

dettaglio del falda
4 Dettaglio dell'incisione di G.B.Falda


Probabilmente l’edificio demolito nel 1874 e quello al quale Uggeri si riferisce lo possiamo ammirare nell’incisione di Giovanni Battista Falda del 1660 dal titolo “ALTRA VEDUTA DEL CAMPIDOGLIO” dove si può notare un edificio dalla facciata molto somigliante al medesimo prospetto (nella foto 4 in dettaglio). Riteniamo di poter affermare che certamente non può trattarsi della casa situata in via dei Fornari, che venne demolita soltanto alla fine dell’Ottocento, né risulta che l’artista abbia mai dimorato in questa zona. Da dove derivi, quindi, l’attribuzione di “Via della Casa di Michelangelo” non si sa, anche perché le dimore romane conosciute dell'artista, prima della casa di Macel de’ Corvi, risultano essere nei rioni Parione e Borgo: nel 1496, in occasione della sua prima visita a Roma, si suppone che abbia dimorato nell’edificio in costruzione in piazza della Cancelleria, di proprietà del cardinale Raffaele Riario, ossia il palazzo della Cancelleria. Successivamente soggiornò in una casa presso Borgo Casale, vicino Porta Fabbrica, e poi, tra il 1505 ed il 1513, in una casa del Capitolo di S.Pietro vicino al Passetto, prima di trasferirsi nella sua ultima dimora di Macel de’ Corvi. Una possibilità, seppur abbastanza remota, è che la costruzione che si vede nell’opera del Falda sia una trasposizione di una delle dimore di Borgo. I lavori per l’ampliamento di via del Mare (l'attuale via del Teatro di Marcello) realizzati nel 1930 misero ancora una volta a rischio il prospetto in via delle Tre Pile, che si salvò soltanto grazie ad Antonio Munoz, capo dell’Ufficio delle Belle Arti del Governatorato di Roma, probabilmente anch’egli condizionato dal fatto che appartenesse davvero alla casa dove visse Michelangelo. Gli elementi architettonici del prospetto (le parti in travertino, peperino ed i mattoni originali) furono conservati per alcuni anni nelle gallerie della Rupe Tarpea finché nel 1939 l’architetto Adolfo Pernier, membro corrispondente dell’Accademia dei Lincei, chiese al principe Gian Giacomo Borghese, capo del Governatorato di Roma, l’autorizzazione per riutilizzarli presso la Passeggiata del Gianicolo al fine di nascondere un grosso serbatoio idrico, il cosiddetto “Serbatoio Gianicolense”, realizzato dall’AGEA nel 1941 (proprio con la «G», Agenzia Governatoriale Elettricità e Acque, antenata dell’ACEA, “Azienda Comunale Elettricità e Acque” e poi “Azienda Comunale Energia e Ambiente”). Due targhe sono apposte oggi sulla facciata di questo edificio, ognuna sui due portoncini laterali: quella di sinistra reca inciso "A.G.E.A. SERBATOIO GIANICOLENSE XXI APRILE MCMXLI – XIX E.F. (21 aprile 1941 – 19° dell’Era Fascista). Quella di destra invece: "S. P. Q. R. QUESTA FACCIATA DELLA CASA DETTA DI MICHELANGELO GIÀ IN VIA DELLE TRE PILE DEMOLITA NELL’ANNO MCMXXX (1930) FU RICOSTRUITA AD ORNAMENTO DELLA PASSEGGIATA PUBBLICA XXI APRILE MCMXLI – XIX E.F.