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Tre "misericordie", ovvero tre pugnali, in campo rosso sono il simbolo araldico del rione che potremmo definire il più laico in quanto vi si contano meno chiese che negli altri, anche se quelle esistenti hanno un'antica tradizione e opere d'arte notevoli. Nella topografia archeologica dell'età romana il rione, istituito nel 1743 con chirografo di Benedetto XIV, corrisponde in parte alla VI Regio Alta Semita. Il nome deriva da Treio, Treghio, Trevio, che nel Medioevo significò lo sbocco di tre vie ("trivium"). Ma dove era questo trivio? Probabilmente dove si trova la Fontana di Trevi, fiore all'occhiello del rione, e la chiesa di S.Maria in Trivio. Nel Medioevo il rione si popolò di torri ghibelline e lo dominarono i Colonna. Nel Rinascimento e nel Seicento Trevi vide rifulgere la "Reggia dei Papi" (l'attuale palazzo del Quirinale) ed il poderoso palazzo Barberini. Un grande inquilino del rione fu Michelangelo Buonarroti che morì vecchissimo, a 89 anni (1564), solo e ricoperto di pidocchi, in una casa a "Macel de' Corvi" oggi sparita, che si trovava vicino a piazza Venezia. Fu sepolto nel chiostro della chiesa dei Ss.Apostoli, ma il cadavere fu trafugato nottetempo e trasportato a Firenze. Dopo il 1870 il rione cambiò notevolmente aspetto a causa delle demolizioni che portarono alla luce nuove arterie: vennero aperte via del Tritone, il Traforo Umberto I foderato di mattonelle bianche, alla cui pulizia era addetta un'apposita squadra capitolina, via Regina Elena (l'attuale via Barberini).